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Whatsapp spiato? Meta sotto accusa per l’accesso ai messaggi

Nuove accuse di spionaggio su WhatsApp scuotono Meta: cosa rivelano gli informatori e come si difende l'azienda di Zuckerberg?
  • Accuse: Meta può accedere alle comunicazioni 'private' di WhatsApp.
  • NSO Group: WhatsApp vinse causa da 167 milioni di dollari contro NSO.
  • Ricerca: Oltre 100 milioni di numeri/ora richiesti via API.
  • Account: Accesso a dati di circa 3.5 miliardi di account registrati.

## Inchiesta sulle Allegazioni di Accesso ai Messaggi Crittografati di WhatsApp

Le autorità statunitensi avrebbero avviato un’indagine in merito alle accuse secondo cui Meta, la società madre di WhatsApp, sarebbe in grado di accedere ai messaggi crittografati degli utenti sulla piattaforma di messaggistica. Queste rivelazioni giungono in seguito a una causa legale depositata la scorsa settimana, nella quale si afferma che Meta “può accedere virtualmente a tutte le comunicazioni ‘private’ degli utenti di WhatsApp”.

Meta ha respinto categoricamente tali affermazioni, definendole “assolutamente false e assurde”. L’azienda suggerisce che la causa legale sia una tattica per sostenere NSO Group, una società israeliana che sviluppa spyware utilizzato contro attivisti e giornalisti, e che ha recentemente perso una causa intentata da WhatsApp.

La società che ha intentato la causa contro Meta, Quinn Emanuel Urquhart & Sullivan, attribuisce le accuse a “coraggiosi” informatori anonimi provenienti da Australia, Brasile, India, Messico e Sud Africa. Quinn Emanuel, in un caso separato, sta assistendo NSO Group nel suo appello contro una sentenza di un tribunale federale statunitense dello scorso anno, che le ha ordinato di pagare 167 milioni di dollari a WhatsApp per aver violato i suoi termini di servizio con l’utilizzo dello spyware Pegasus contro più di 1.400 utenti.

## Le Accuse e le Contromosse Legali

Carl Woog, portavoce di Meta, ha dichiarato: “Stiamo perseguendo sanzioni contro Quinn Emanuel per aver intentato una causa senza fondamento, progettata puramente per fare notizia. Questa è la stessa società che sta cercando di aiutare NSO a ribaltare un’ingiunzione che ha vietato le loro operazioni per aver preso di mira giornalisti e funzionari governativi con spyware”.

Adam Wolfson, partner di Quinn Emanuel, ha replicato: “La difesa di NSO da parte dei nostri colleghi in appello non ha nulla a che fare con i fatti che ci sono stati rivelati e che costituiscono la base della causa che abbiamo intentato per gli utenti di WhatsApp in tutto il mondo. Attendiamo con impazienza di portare avanti queste affermazioni e notiamo che le smentite di WhatsApp sono state tutte formulate con cura in modo da non negare l’accusa centrale della denuncia: che Meta ha la capacità di leggere i messaggi di WhatsApp, indipendentemente dalle sue affermazioni sulla crittografia end-to-end”.

Steven Murdoch, professore di ingegneria della sicurezza presso l’UCL, ha definito la causa “un po’ strana”. “Sembra basarsi principalmente su informatori, e non sappiamo molto su di loro o sulla loro credibilità”, ha affermato. “Sarei molto sorpreso se ciò che affermano fosse effettivamente vero”. Se WhatsApp stesse effettivamente leggendo i messaggi degli utenti, ciò sarebbe probabilmente stato scoperto dal personale e porrebbe fine all’attività, ha aggiunto. “È molto difficile mantenere segreti all’interno di un’azienda. Se ci fosse qualcosa di così scandaloso in corso, penso che sarebbe molto probabile che trapelasse da qualcuno all’interno di WhatsApp”.

## La Posizione di WhatsApp e le Controversie sulla Privacy

WhatsApp si presenta come una piattaforma crittografata end-to-end, il che significa che i messaggi possono essere letti solo dal mittente e dal destinatario e non vengono decodificati da un server intermedio. Ciò contrasta con alcune altre app di messaggistica, come Telegram, che crittografano i messaggi tra un mittente e i propri server, impedendo a terzi di leggere i messaggi, ma consentendo loro – in teoria – di essere decodificati e letti da Telegram stesso.

Un alto dirigente del settore tecnologico ha dichiarato al Guardian che la tanto decantata privacy di WhatsApp “lascia molto a desiderare”, data la volontà della piattaforma di raccogliere metadati sui suoi utenti, come le informazioni del profilo, le liste di contatti e con chi parlano e quando. Tuttavia, “l’idea che WhatsApp possa accedere selettivamente e retroattivamente al contenuto delle chat individuali [crittografate end-to-end] è una impossibilità matematica”, ha affermato.
Woog, di Meta, ha ribadito: “La crittografia di WhatsApp rimane sicura e continueremo a opporci a coloro che cercano di negare alle persone il diritto alla comunicazione privata”.

## Marketing vs. Realtà: Le Zone Grigie della Privacy di WhatsApp
Nonostante la crittografia end-to-end, WhatsApp raccoglie e archivia una vasta quantità di metadati non protetti, inclusi dati su chi comunica con chi, quando, con quale frequenza, da quale dispositivo e da quale indirizzo IP. Questi dati, archiviati sui server di Meta, possono rivelare informazioni significative sulle connessioni sociali, il comportamento e i movimenti degli utenti.

Nel novembre 2025, una ricerca dell’Università di Vienna e SBA Research ha evidenziato una vulnerabilità nel motore di ricerca dei contatti di WhatsApp. Sfruttando l’assenza di un limite efficace alla frequenza delle richieste, i ricercatori hanno potuto richiedere oltre 100 milioni di numeri di telefono all’ora tramite chiamate automatizzate ad alta frequenza all’API della piattaforma. Questo ha permesso loro di accedere a numeri di telefono, timestamp, testo del campo “Informazioni”, foto del profilo e chiavi pubbliche per la crittografia end-to-end di circa 3,5 miliardi di account registrati.

Inoltre, i backup delle chat su Google Drive (Android) o iCloud (iOS) non erano inizialmente crittografati end-to-end. Sebbene WhatsApp abbia introdotto un’opzione di crittografia end-to-end per i backup, questa non è abilitata di default e richiede una configurazione separata, rendendo le copie cloud delle conversazioni vulnerabili all’accesso tramite richieste legali a Google o Apple, o in caso di hacking dell’account nel servizio cloud.

## Trasparenza e Responsabilità: Un Equilibrio Delicato

Le accuse contro Meta sollevano interrogativi cruciali sulla trasparenza e la responsabilità delle aziende tecnologiche nei confronti della privacy degli utenti. La discrepanza tra il messaggio di marketing semplificato (“nessuno può leggere i tuoi messaggi, nemmeno noi”) e la complessa realtà architettonica, con le sue eccezioni e vulnerabilità, rappresenta un rischio significativo per la fiducia di miliardi di utenti.

In questo contesto, è essenziale che Meta fornisca informazioni chiare e accessibili sulle limitazioni e le eccezioni del modello di privacy di WhatsApp, consentendo agli utenti di prendere decisioni informate sull’utilizzo della piattaforma. La trasparenza e la responsabilità sono fondamentali per mantenere la fiducia degli utenti e garantire che la promessa di privacy di WhatsApp sia effettivamente mantenuta.

## Riflessioni sull’Automazione della Privacy e la Scalabilità della Fiducia

L’automazione della privacy, in questo contesto, si riferisce all’implementazione di sistemi crittografici come quello end-to-end di WhatsApp, progettati per proteggere automaticamente le comunicazioni degli utenti. Tuttavia, la scalabilità della fiducia, ovvero la capacità di mantenere la fiducia degli utenti in un sistema automatizzato su larga scala, dipende dalla trasparenza e dalla responsabilità dell’azienda che lo gestisce.

Una nozione base di automazione applicabile a questo tema è che la crittografia end-to-end è un potente strumento di protezione della privacy, ma non è una panacea. La raccolta di metadati, le vulnerabilità dei backup e le eccezioni al modello di crittografia possono compromettere la privacy degli utenti, anche se i messaggi sono crittografati.

Una nozione avanzata è che la fiducia in un sistema automatizzato dipende dalla capacità degli utenti di comprenderne il funzionamento e di verificarne l’integrità. Nel caso di WhatsApp, la mancanza di trasparenza sul modo in cui vengono gestiti i metadati e le eccezioni al modello di crittografia può erodere la fiducia degli utenti, anche se la crittografia end-to-end è tecnicamente sicura.

Questo caso ci invita a riflettere su come bilanciare l’automazione della privacy con la scalabilità della fiducia. Come possiamo garantire che i sistemi automatizzati di protezione della privacy siano effettivamente trasparenti e responsabili, in modo da mantenere la fiducia degli utenti e proteggere i loro diritti fondamentali? La risposta a questa domanda è cruciale per il futuro della privacy digitale.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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