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- Adolescenti USA: quasi 5 ore al giorno sui social media.
- Almeno 2.243 reclami pendenti in una multidistrict litigation.
- Contea di Sonoma: oltre 94.000 minori "danneggiati in modo univoco".
## L’onda lunga delle cause per dipendenza dai social media
Il 2026 si apre con un panorama legale in fermento: le cause per dipendenza dai social media si preparano ad affrontare le aule di tribunale. Al centro del dibattito, l’accusa rivolta a colossi come Meta (Facebook e Instagram), TikTok e Snapchat di aver intenzionalmente progettato le loro piattaforme per creare dipendenza nei giovani utenti. Funzionalità come lo scorrimento infinito, le notifiche push e gli algoritmi personalizzati sono sotto accusa per aver massimizzato il tempo trascorso sugli schermi, spesso a discapito della salute mentale dei minori.
Negli Stati Uniti, gli adolescenti trascorrono in media quasi 5 ore al giorno sui social media, secondo l’American Psychological Association. Gli algoritmi di app come Instagram promuovono spesso contenuti dannosi, come diete estreme, standard di fitness irrealistici o materiali autolesionistici. Le piattaforme che enfatizzano l’aspetto fisico e lo stile di vita possono alimentare bassa autostima, problemi di immagine corporea e confronti malsani. I principali problemi di salute legati alla dipendenza dai social media includono ansia, depressione, disturbi alimentari, autolesionismo e pensieri suicidi.

## Aggiornamenti legali: un quadro in evoluzione
A gennaio 2026, sono pendenti almeno 2.243 reclami in una multidistrict litigation (MDL), simile a una class action sui social media. Il giudice Yvonne Gonzalez Rogers supervisiona l’MDL nel distretto settentrionale della California.
Tra gli sviluppi recenti:
Il 22 gennaio 2026, è iniziata la selezione della giuria nel primo processo nazionale per dipendenza dai social media. Per limitare influenze esterne, i giurati rimarranno anonimi.
Il 23 dicembre 2025, in una causa per omicidio colposo contro Meta, due famiglie sostengono che la società non ha implementato funzionalità di sicurezza di base su Instagram per prevenire schemi di estorsione sessuale tra adolescenti.
A novembre 2025, un giudice californiano ha respinto le richieste di Meta, YouTube, Snap e TikTok di archiviare molteplici reclami in un imminente processo per danni causati dai social media.
A ottobre 2025, New York City si è ritirata dal contenzioso coordinato dello stato della California e ha intentato una causa federale nel distretto meridionale di New York, accusando le società di social media di alimentare una crisi di salute mentale giovanile che sta mettendo a dura prova le scuole e gli ospedali della città.
A settembre 2025, la Chickasaw Nation si è unita ad altre tribù di nativi americani nel presentare cause contro le società di social media, sostenendo che app come Facebook e TikTok stanno peggiorando i problemi di salute mentale tra i giovani indigeni. Ad agosto 2025, nella California, la contea di Sonoma si è unita alle contee di San Mateo e San Diego nella vasta causa federale contro le società di social media, tra cui Meta, TikTok, Google, Roblox e Discord, sostenendo che più di 94.000 minori nella sola contea sono stati “danneggiati in modo univoco”.
## Chi può intentare una causa per danni causati dai social media?
Bambini, adolescenti e ragazzi possono essere più vulnerabili alle strategie che creano dipendenza delle piattaforme di social media perché il loro cervello è ancora in fase di sviluppo, in particolare nelle aree legate al controllo degli impulsi, al processo decisionale e alla regolazione emotiva.
Si può intentare una causa per dipendenza dai social media se si è dipendenti dai social media, come Facebook, Instagram, Snapchat o TikTok, se si è subito un danno fisico o psicologico a causa della dipendenza e se si aveva meno di 18 anni quando è iniziata la dipendenza.
I risarcimenti potrebbero coprire visite mediche, farmaci e assistenza ospedaliera, supporto educativo o tutoraggio se il rendimento scolastico è stato influenzato, trattamento per la dipendenza, esigenze di assistenza a lungo termine per i casi più gravi, mancato guadagno o potenziale di guadagno ridotto per adolescenti più grandi e giovani adulti, dolore e sofferenza, incluso il disagio emotivo.
## Responsabilità e conseguenze: un parallelo inquietante
La situazione attuale ricorda da vicino le battaglie legali affrontate in passato dall’industria del tabacco. Come le aziende produttrici di sigarette, accusate di aver minimizzato i rischi per la salute legati al fumo, le società di social media sono ora sotto accusa per aver anteposto il profitto al benessere dei propri utenti, in particolare dei più giovani. La storia, a quanto pare, si ripete, con nuovi protagonisti e nuovi strumenti, ma con la stessa, vecchia logica del profitto a tutti i costi.
## Riflessioni conclusive: automazione, scalabilità e la fragilità umana
L’automazione e la scalabilità, pilastri della trasformazione digitale moderna, hanno permesso ai social media di raggiungere miliardi di persone in tutto il mondo. Tuttavia, questa stessa scalabilità ha amplificato i rischi, rendendo più facile per le piattaforme diffondere contenuti dannosi e creare dipendenza.
In questo contesto, è fondamentale interrogarsi sul ruolo dell’etica nello sviluppo tecnologico. L’automazione e la scalabilità devono essere guidate da principi che mettano al centro il benessere umano, proteggendo i più vulnerabili dai rischi di un mondo sempre più connesso.
Un concetto base di automazione applicabile è la user experience, ovvero l’esperienza dell’utente. Un concetto avanzato è l’ ethical design, ovvero la progettazione etica.
La progettazione etica, in questo caso, implica la creazione di piattaforme che non sfruttino le debolezze psicologiche degli utenti, ma che anzi promuovano un utilizzo consapevole e responsabile dei social media. Questo potrebbe tradursi in funzionalità che limitano il tempo trascorso online, che segnalano contenuti potenzialmente dannosi o che offrono strumenti per la gestione della propria identità digitale.
La sfida è quella di trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e responsabilità sociale, per garantire che il progresso digitale non si traduca in un danno per la salute mentale e il benessere dei nostri giovani.








