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- Rubio blocca la tutela dati per proteggere le aziende USA.
- 50 milioni di euro: investimento Airbus per migrare sistemi dal cloud USA.
- Probabilità dell'80% di trovare un cloud europeo adeguato per Airbus.
L’amministrazione statunitense ha dato mandato ai propri diplomatici di opporsi attivamente alle normative internazionali sulla sovranità dei dati. Questa mossa, formalizzata in un cablogramma interno del Dipartimento di Stato firmato dal Segretario di Stato Marco Rubio, segnala una decisa inversione di rotta rispetto ai precedenti tentativi di dialogo con i partner europei. L’obiettivo dichiarato è proteggere gli interessi delle aziende tecnologiche americane, considerate vitali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI) e per il mantenimento della leadership tecnologica degli Stati Uniti.
## Le motivazioni ufficiali e le preoccupazioni sottostanti
Il cablogramma di Rubio esprime preoccupazioni riguardo alle leggi sulla sovranità dei dati, sostenendo che queste ultime “interrompono i flussi globali di dati, aumentano i costi e i rischi per la sicurezza informatica, limitano i servizi di AI e cloud ed espandono il controllo governativo in modi che possono minare le libertà civili e consentire la censura“. In particolare, viene criticato il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’Unione Europea, definito “eccessivamente gravoso“. Dietro queste motivazioni ufficiali, si intravede la volontà di contrastare le crescenti restrizioni all’accesso e all’utilizzo dei dati imposte da diversi paesi, soprattutto in Europa, dove la sensibilità per la privacy e la protezione dei dati personali è particolarmente elevata.

## La competizione globale e il ruolo della Cina
La direttiva dell’amministrazione Trump si inserisce in un contesto di crescente competizione globale nel settore digitale, con particolare attenzione alla rivalità tra Stati Uniti e Cina. Il cablogramma di Rubio menziona esplicitamente la Cina come un attore che “combina progetti infrastrutturali tecnologici con politiche restrittive sui dati per espandere la propria influenza globale“. Questo avvertimento sembra essere utilizzato come leva per dissuadere i partner europei dall’implementare misure di protezione dei dati, suggerendo che tali misure finirebbero per favorire la Cina. Tuttavia, questa logica appare fallace, poiché le normative europee sulla protezione dei dati mirano a proteggere i diritti fondamentali dei cittadini dalla sorveglianza statale e privata, un obiettivo diametralmente opposto alle politiche cinesi.
## Il caso Airbus e le alternative europee
Un esempio concreto delle conseguenze della disputa sulla sovranità dei dati è rappresentato dal caso Airbus. La principale azienda aerospaziale europea sta preparando una massiccia migrazione dei suoi sistemi più sensibili per proteggere dati critici, che vanno dai progetti degli aeromobili al know-how tecnologico interno, dalla portata del CLOUD Act americano. Questa decisione, che prevede un investimento di oltre 50 milioni di euro, evidenzia la crescente preoccupazione delle aziende europee per la sicurezza e la sovranità dei propri dati. Nonostante ciò, Airbus stima internamente che la probabilità di trovare un fornitore di cloud europeo tecnicamente adeguato sia solo dell’80%, un dato allarmante che rivela le lacune dell’infrastruttura IT europea. Fortunatamente, un ecosistema di fornitori di tecnologia europei sta crescendo, con aziende come OVHcloud, Hetzner e Scaleway che offrono alternative competitive nel settore del cloud infrastructure. Nel campo della comunicazione e della collaborazione, piattaforme open-source come Nextcloud e soluzioni di sicurezza come Tresorit e Wire forniscono alternative valide ai servizi americani.
## Conclusioni: Un bivio per l’Europa
Il cablogramma di Rubio rappresenta un punto di svolta nella politica transatlantica sui dati. Esso rivela che gli Stati Uniti considerano l’accesso illimitato ai dati globali una questione di sicurezza nazionale e sono pronti a utilizzare il loro apparato diplomatico per difendere questo accesso. Per l’Europa, la questione della sovranità digitale non è più un esercizio teorico, ma una necessità politica e industriale concreta. Le alternative tecniche di base esistono, ma devono essere sviluppate e ampliate massicciamente. La domanda cruciale è se l’Europa possiede la volontà politica e la perseveranza economica per ridurre realmente la sua dipendenza strutturale dall’infrastruttura tecnologica americana, o se la comodità dello status quo e le pressioni politiche di Washington relegheranno le sue ambizioni di sovranità nel cassetto delle promesse non mantenute.
## Sovranità digitale: un imperativo per l’autonomia europea
Nel contesto attuale, la sovranità digitale rappresenta un imperativo strategico per l’Europa. Non si tratta semplicemente di proteggere i dati dei cittadini, ma di garantire l’autonomia e la competitività dell’industria europea nel lungo termine. Un concetto base di automazione e scalabilità produttiva è la capacità di controllare la propria infrastruttura tecnologica, senza dipendere da fornitori esterni che potrebbero essere soggetti a pressioni politiche o economiche.
Un concetto avanzato è la creazione di un ecosistema digitale europeo, basato su standard aperti e tecnologie open-source, che favorisca l’innovazione e la collaborazione tra aziende e istituzioni. Questo richiederebbe investimenti significativi in ricerca e sviluppo, nonché un quadro normativo che promuova la concorrenza e la protezione dei dati.
La sovranità digitale non è un obiettivo facile da raggiungere, ma è essenziale per garantire un futuro prospero e indipendente per l’Europa. È un tema che merita una riflessione approfondita da parte di tutti i cittadini, poiché riguarda il nostro futuro digitale e la nostra capacità di plasmare il mondo che verrà.








