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- 31 famiglie chiedono la riapertura delle indagini penali su Boeing.
- Boeing ha offerto 1,1 miliardi di dollari per compensazioni.
- Aerei a terra per 20 mesi dopo l'incidente in Etiopia.
## Riapertura del Processo sul Caso Boeing 737 Max: Appello delle Famiglie delle Vittime
Trentuno nuclei familiari colpiti dal tragico esito degli incidenti legati ai voli dei Boeing 737 Max hanno avviato un procedimento d’appello in una corte federale con lo scopo dichiarato di riattivare le indagini penali contro l’azienda costruttrice. L’istanza è stata presentata dinanzi al 5° U. S. Circuit Court of Appeals ed è diretta a contestare la risoluzione precedentemente assunta da un tribunale inferiore, che aveva respinto le accuse relative alla cospirazione criminale ascritte alla compagnia aeronautica; quest’ultima sarebbe colpevole secondo i denuncianti d’aver frodato la Federal Aviation Administration (FAA) sull’affidabilità del sistema utilizzato per il controllo volo ritenuto responsabile degli eventi catastrofici in cui sono decedute 346 persone.
Il provvedimento emesso in fase preliminare era stato richiesto dall’amministrazione statunitense come conseguenza degli accordi intrapresi con Boeing; questi includevano compensazioni finanziarie pari a 1,1 miliardi di dollari, finalizzate non solo ad indennizzare le famiglie colpite ma anche ad implementare rigorose misure sulla sicurezza operativa dell’impresa. Il tutto si concluse evitando così qualsiasi implicazioni giuridiche nei confronti della multinazionale. ## Contestazioni sui Diritti dei Sopravvissuti
Il legale che rappresenta le famiglie, Paul Cassell, ha accusato i pubblici ministeri federali di aver leso i diritti delle vittime a causa della loro incapacità di coinvolgere adeguatamente i familiari prima della definizione dell’intesa con Boeing. In risposta, i pubblici ministeri si sono difesi argomentando che le posizioni espresse dalle famiglie erano state considerate nel determinare il modo in cui procedere nei confronti della compagnia.

Nonostante la presenza di numerosi familiari all’udienza a New Orleans e il collegamento in streaming per molti altri “in tutto il mondo”, il sentimento prevalente è di insoddisfazione. Paul Njoroge, che ha perso la sua intera famiglia nel secondo incidente, ha dichiarato: “Non ci sarebbe una responsabilità significativa senza un processo“.
## Il Contesto degli Incidenti e le Responsabilità di Boeing
Gli incidenti, avvenuti a meno di cinque mesi di distanza tra il 2018 e il 2019, hanno coinvolto un volo Lion Air precipitato in Indonesia e un volo Ethiopian Airlines schiantatosi poco dopo il decollo. Le indagini hanno rivelato che Boeing aveva minimizzato le modifiche apportate al 737 Max, in particolare l’introduzione di un sistema automatizzato di controllo del volo (MCAS) progettato per compensare le dimensioni maggiori dei motori. Questo sistema, non menzionato nei manuali di volo e sconosciuto alla maggior parte dei piloti, si è rivelato fatale in entrambi gli incidenti, a causa di letture errate da un singolo sensore che hanno portato a ripetute picchiate incontrollate.
Dopo l’incidente in Etiopia, gli aerei sono stati messi a terra a livello globale per 20 mesi. Le indagini hanno inoltre accertato che Boeing non aveva informato adeguatamente il personale chiave della FAA riguardo alle modifiche apportate al software, prima che l’agenzia stabilisse i requisiti di addestramento per i piloti e certificasse l’aeromobile.
## La Difesa di Boeing e le Prossime Fasi
L’avvocato di Boeing, Paul Clement, ha affermato che più di 60 famiglie delle vittime hanno “affermativamente sostenuto” l’accordo e molte altre non si sono opposte. Ha inoltre sottolineato che Boeing “si rammarica profondamente” delle tragiche perdite e ha intrapreso “misure straordinarie per migliorare i suoi processi interni” e ha fornito “un risarcimento sostanziale” alle famiglie delle vittime.
La corte d’appello ha annunciato che emetterà una decisione in futuro. La vicenda giudiziaria ha subito diverse svolte, a partire dal 2021, quando il Dipartimento di Giustizia ha inizialmente accusato Boeing di frode, per poi proporre un accordo che evitava il processo in cambio di un risarcimento e di misure di conformità. Ci troviamo dinanzi a un fatto significativo: nel 2024 i pubblici ministeri hanno confermato la violazione dell’accordo da parte di Boeing, il che ha indotto a proporre un nuovo patteggiamento; tuttavia questo è stato rispedito al mittente dal giudice O’Connor, il quale ha imposto alle parti coinvolte il compito di tornare al tavolo delle trattative.
## Verso la Piena Giustizia: Le Aspettative delle Famiglie
La lotta legale intrapresa dalle famiglie colpite dal disastro del Boeing 737 Max rappresenta uno sforzo mirato verso una giustizia non solo monetaria ma soprattutto concreta. Infatti, oltre ai rimborsi economici attesi, ciò che realmente desiderano queste famiglie è vedere riconosciuta la responsabilità da parte della Boeing accompagnata dalla necessaria revisione dei protocolli sul certificato e sull’ispezione nell’ambito aeronautico. È fondamentale osservare come si pronuncerà la corte d’appello riguardo alla possibilità de facto che il caso venga riattivato e alla eventuale necessità per Boeing di rispondere penalmente riguardo ai suoi comportamenti.
Amici, riflettiamo su quanto detto finora. L’automazione – qui esemplificata dal sistema MCAS del Boeing 737 Max – doveva costituire quel salto in avanti necessario ad assistere i piloti nelle loro funzioni. Tuttavia ci troviamo ora a fronteggiare come quel progresso sia diventato invece sinonimo d’incidenti letali, frutto maledetto di errori progettuali sommi ingigantiti dall’assenza totale della trasparenza.
Una nozione base di automazione è che essa deve essere sempre sotto il controllo umano. Un sistema automatizzato non può e non deve mai prendere decisioni che mettano a rischio la vita delle persone senza un adeguato controllo e supervisione.
Ma c’è di più. Una nozione avanzata di automazione riguarda l’etica e la responsabilità. Le aziende che sviluppano sistemi automatizzati devono essere responsabili delle conseguenze delle loro creazioni. Non basta dire “ci dispiace” dopo che è successo il disastro. Bisogna progettare sistemi sicuri, testarli a fondo e comunicare in modo trasparente i rischi e i limiti.
E qui sorge la domanda: cosa possiamo fare noi, come società, per evitare che tragedie come questa si ripetano? Come possiamo garantire che l’automazione sia al servizio dell’umanità e non il contrario? Forse è il momento di ripensare il modo in cui progettiamo, regolamentiamo e utilizziamo la tecnologia.








