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- Il 23 gennaio 2026, un Waymo ha colpito un bambino a Santa Monica.
- Waymo ha ridotto la velocità da 27 km/h a meno di 10 km/h prima dell'impatto.
- 19 infrazioni di Waymo a scuolabus ad Austin dall'inizio dell'anno scolastico.
- Oltre 3.000 veicoli Waymo richiamati a dicembre 2025 per aggiornamento software.
L’automazione alla prova: Waymo sotto inchiesta per incidenti scolastici
La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha avviato un’indagine su Waymo, unità di guida autonoma di Alphabet, a seguito di un incidente avvenuto il 23 gennaio 2026 a Santa Monica, California. Un veicolo a guida autonoma Waymo ha colpito un bambino nei pressi di una scuola elementare durante l’orario di ingresso, causando ferite lievi. L’incidente è avvenuto in un contesto di traffico intenso, con la presenza di altri bambini, un addetto all’attraversamento pedonale e diverse auto in sosta vietata.
Waymo ha dichiarato di collaborare pienamente con l’indagine, precisando che il bambino è sbucato improvvisamente dietro un SUV parcheggiato, finendo direttamente nella traiettoria del veicolo. Il sistema di guida autonoma ha rilevato immediatamente la presenza del bambino, frenando bruscamente e riducendo la velocità da circa 27 km/h a meno di 10 km/h prima dell’impatto. Un modello computerizzato suggerisce che anche un guidatore umano pienamente attento avrebbe colpito il pedone a circa 22 km/h.
## Indagine approfondita sulle prestazioni di Waymo
La NHTSA sta valutando se il veicolo Waymo abbia esercitato la dovuta prudenza in prossimità della scuola, considerando la presenza di giovani pedoni e altri utenti vulnerabili della strada. L’indagine si concentrerà sul comportamento del veicolo nelle zone scolastiche, in particolare durante gli orari di ingresso e uscita, verificando il rispetto dei limiti di velocità e la risposta post-impatto.

## Precedenti e controversie
Parallelamente all’indagine sull’incidente di Santa Monica, il National Transportation Safety Board (NTSB) sta esaminando una serie di episodi in cui i robotaxi Waymo hanno superato illegalmente scuolabus fermi ad Austin, Texas, in almeno 19 occasioni dall’inizio dell’anno scolastico. A dicembre 2025, Waymo ha richiamato oltre 3.000 veicoli per aggiornare il software responsabile di tali infrazioni.
Questi incidenti sollevano interrogativi sulla sicurezza dei veicoli a guida autonoma, soprattutto in contesti sensibili come le zone scolastiche. La NHTSA aveva già avviato un’indagine su Waymo a ottobre 2025 in relazione a episodi simili.
## Responsabilità e implicazioni legali
La questione della responsabilità in caso di incidenti causati da veicoli a guida autonoma è complessa e ancora in fase di definizione. In caso di lesioni gravi o decesso, chi sarebbe ritenuto responsabile? Il produttore del veicolo, il proprietario, o il sistema di intelligenza artificiale che lo controlla? Negli Stati Uniti, la questione potrebbe risolversi con un risarcimento economico, ma in altre giurisdizioni le implicazioni legali potrebbero essere più severe.
## Riflessioni conclusive: l’automazione al servizio della sicurezza?
L’automazione promette di migliorare la sicurezza stradale, ma gli incidenti che coinvolgono veicoli a guida autonoma sollevano interrogativi sulla sua reale efficacia, soprattutto in contesti complessi come le zone scolastiche. È fondamentale che i sistemi di guida autonoma siano in grado di gestire situazioni impreviste e di proteggere gli utenti più vulnerabili della strada.
Amici, parliamoci chiaro: l’automazione è una figata, ma non è una bacchetta magica. Un concetto base da tenere a mente è che l’automazione, per definizione, è l’uso di sistemi controllati per operare processi riducendo l’intervento umano. Questo significa che dobbiamo essere sicuri che questi sistemi siano progettati e testati a fondo, soprattutto quando si tratta di sicurezza.
Un concetto più avanzato è la “scalabilità della sicurezza”. Non basta che un sistema funzioni bene in laboratorio; deve essere in grado di mantenere lo stesso livello di sicurezza quando viene implementato su larga scala e in condizioni reali. E qui entra in gioco la vera sfida: come possiamo garantire che l’automazione sia davvero al servizio della sicurezza, e non il contrario? Forse è il caso di iniziare a porsi qualche domanda seria, prima che sia troppo tardi.








