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- L'FBI indaga sui gruppi Signal per aver condiviso info su ICE.
- Cam Higby ha detto di aver "infiltrato" i gruppi Signal.
- Nel giugno 2025 critiche a ICEBlock, app rimossa da Apple.
- Sentenza del 1958: diritto di organizzarsi anche in segreto.
## Inchiesta dell’FBI sui gruppi Signal in Minnesota che monitorano l’ICE: Implicazioni sulla libertà di parola
L’FBI ha avviato un’indagine sui gruppi di chat di Signal utilizzati dai residenti del Minnesota per condividere informazioni sui movimenti degli agenti federali dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE). Questa mossa, annunciata dal direttore dell’FBI Kash Patel, solleva preoccupazioni significative riguardo alla libertà di parola e al diritto dei cittadini di monitorare e documentare le attività delle forze dell’ordine.
Patel ha dichiarato di aver aperto l’indagine dopo aver visto un post sui social media di Cam Higby, un personaggio di estrema destra, il quale affermava di aver “infiltrato” i gruppi Signal e di aver scoperto che gli attivisti stavano condividendo informazioni sui veicoli e le posizioni degli agenti ICE. Higby ha sostenuto che queste attività avevano “l’unico scopo di rintracciare agenti federali e ostacolarli/aggredirli/e ostruirli”.

L’indagine dell’FBI ha suscitato immediate reazioni da parte dei difensori della libertà di parola. Aaron Terr, direttore della difesa pubblica presso la Foundation for Individual Rights and Expression, ha affermato che il Primo Emendamento protegge il diritto dei cittadini di condividere informazioni ottenute legalmente, come i nomi degli agenti federali o i luoghi in cui conducono operazioni di controllo. Terr ha aggiunto che ci sono “ragioni legittime per condividere tali informazioni, tra cui consentire ai membri del pubblico di osservare e documentare l’attività delle forze dell’ordine e di ritenere i funzionari responsabili di cattiva condotta”.
## La tecnologia al centro della protesta
Negli ultimi mesi, gli strumenti digitali sono stati fondamentali per contrastare gli sforzi di controllo dell’immigrazione in Minnesota e in tutto il paese. Gli oppositori dell’amministrazione hanno utilizzato chat di gruppo per tracciare le operazioni dell’ICE, condividere foto di presunti veicoli dell’ICE e sensibilizzare i residenti. Nel giugno 2025, i funzionari dell’amministrazione avevano criticato ICEBlock, un’app progettata per condividere informazioni sugli avvistamenti dell’ICE. Apple ha rimosso l’app dal suo app store nell’ottobre 2025, spingendo lo sviluppatore dell’app a intentare una causa sostenendo che l’amministrazione aveva illegalmente fatto pressione su Apple per rimuoverla.
Le chat di gruppo, in particolare quelle sull’app di messaggistica crittografata Signal, hanno attirato l’attenzione dei media di destra. Cam Higby ha affermato di aver “infiltrato” i gruppi Signal di Minneapolis e di aver scoperto che stavano condividendo informazioni come i numeri di targa dei presunti veicoli federali.
## Precedenti e implicazioni legali
L’indagine dell’FBI solleva importanti questioni sul bilanciamento tra la sicurezza nazionale e le libertà civili. Kevin Goldberg, vicepresidente del Freedom Forum, ha affermato che ostacolare le forze dell’ordine sarebbe illegale, ma che la semplice condivisione di informazioni non lo è necessariamente. Goldberg ha citato una sentenza della Corte Suprema del 1958 che stabilisce il diritto di organizzarsi anche in segreto, a condizione che non vi siano attività illegali.
Alex Abdo, direttore del contenzioso presso il Knight First Amendment Institute della Columbia University, ha affermato che il Primo Emendamento protegge il diritto di registrare gli agenti delle forze dell’ordine mentre svolgono le loro responsabilità ufficiali. Abdo ha aggiunto che “la capacità dei cittadini comuni di ritenere responsabili gli agenti governativi, osservandoli e sostenendo il cambiamento, è ciò che ha distinto l’esperimento americano con la democrazia dai regimi autoritari di tutto il mondo”.
## Un equilibrio delicato
Patel ha riconosciuto che l’indagine sui gruppi di chat solleva preoccupazioni sulla libertà di parola e ha affermato che l’FBI “bilancerà” i diritti garantiti dal Primo e dal Secondo Emendamento con quelle che ha definito potenziali violazioni della legge federale. Tuttavia, Terr ha contestato l’idea che il governo possa “bilanciare” il Primo Emendamento contro i suoi altri interessi, affermando che “la Costituzione ha la precedenza su qualsiasi legge statale o federale in conflitto e sul desiderio di qualsiasi funzionario di sopprimere il discorso che non gli piace”.
## Riflessioni conclusive: Sorveglianza Digitale e Libertà Civili
L’indagine dell’FBI sui gruppi Signal in Minnesota è un campanello d’allarme per quanto riguarda la sorveglianza digitale e le libertà civili. La facilità con cui le comunicazioni online possono essere monitorate e utilizzate per giustificare indagini penali solleva interrogativi inquietanti sul futuro della privacy e della libertà di espressione.
L’automazione, in questo contesto, si manifesta nell’uso di app di messaggistica crittografata come Signal per organizzare e coordinare attività di monitoraggio. Una nozione base di automazione è che essa può amplificare sia gli effetti positivi che negativi delle azioni umane. In questo caso, l’automazione della comunicazione ha permesso ai gruppi di attivisti di organizzarsi più rapidamente e su scala più ampia, ma ha anche attirato l’attenzione delle forze dell’ordine.
Un concetto più avanzato di automazione è la sua capacità di creare “cicli di feedback”. Nel contesto attuale, osserviamo come l’implementazione dell’automazione nel campo della sorveglianza, orchestrata dalle forze dell’ordine, generi a sua volta un processo automatizzato di resistenza da parte degli attivisti. Questo meccanismo produce una crescente pressione per la vigilanza, dando vita a un ciclo incessante. Si corre il rischio di trovarsi in una spirale dove aumenta il livello d’intolleranza reciproca, compromettendo seriamente la fiducia tra i cittadini e le autorità.
Riflettiamoci bene: quali strategie possono essere adottate affinché l’automazione venga indirizzata verso la promozione dei diritti civili, invece che alla loro soppressione? In quale misura è possibile proteggere il diritto alla privacy ed espressione in un contesto dominato dalla sorveglianza digitale?








