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- OpenAI non sarà redditizia entro il 2030, secondo HSBC.
- Costi cloud e infrastrutture AI: 792 miliardi di dollari (2025-2030).
- Utenti stimati al 44% della popolazione adulta mondiale nel 2030.
- Necessari 207 miliardi di dollari aggiuntivi in risorse computazionali.
- Impegni totali di calcolo: 1.4 trilioni di dollari entro il 2033.
## OpenAI: Un Futuro Finanziario Incerto all’Orizzonte del 2030
Il successo di ChatGPT ha indubbiamente scosso i mercati nella seconda metà del 2025, alimentando il dibattito su una possibile bolla nel settore dell’intelligenza artificiale. Nonostante i risultati positivi di Nvidia, permangono interrogativi sulla sostenibilità del modello di business di OpenAI. La sfida principale risiede nel bilanciare l’enorme richiesta di risorse computazionali di ChatGPT con la necessità di generare profitti.
Sam Altman, CEO di OpenAI, ha espresso in modo lapidario la complessità della situazione. HSBC, pur riconoscendo il potenziale dell’AI come “megaciclo” e prevedendo una posizione di leadership per OpenAI in termini di ricavi, sottolinea le difficoltà finanziarie che l’azienda dovrà affrontare per realizzare le sue ambizioni. Le proiezioni di HSBC Global Investment Research indicano che OpenAI non raggiungerà la redditività entro il 2030, nonostante una crescita significativa della sua base utenti, stimata al 44% della popolazione adulta mondiale (rispetto al 10% del 2025). Per sostenere questa crescita, l’azienda necessiterà di ulteriori 207 miliardi di dollari in risorse computazionali.

## Costi Infrastrutturali alle Stelle e Competizione Agguerrita
Questa valutazione pessimistica riflette l’aumento vertiginoso dei costi infrastrutturali, l’intensificarsi della concorrenza e un mercato dell’AI caratterizzato da una domanda elevata e da un’ingente necessità di capitali, superiore a qualsiasi altra tendenza tecnologica nella storia. HSBC stima che i costi di cloud e infrastrutture AI di OpenAI raggiungeranno i 792 miliardi di dollari tra la fine del 2025 e il 2030, con impegni totali di calcolo che potrebbero arrivare a 1.4 trilioni di dollari entro il 2033. Solo per l’affitto dei data center, l’azienda dovrà sborsare 620 miliardi di dollari.
Nonostante le proiezioni di crescita dei ricavi, che supereranno i 213 miliardi di dollari nel 2030, questi non saranno sufficienti a colmare il divario finanziario. HSBC suggerisce diverse opzioni per ridurre il deficit, tra cui un aumento significativo della percentuale di abbonati a pagamento e una maggiore quota del mercato della pubblicità digitale. Tuttavia, anche in scenari ottimistici, l’azienda avrà bisogno di ulteriori capitali oltre il 2030.
## Il Ruolo Cruciale dei Partner e i Rischi Potenziali
La sopravvivenza di OpenAI è strettamente legata ai suoi finanziatori e all’ecosistema dell’AI. Microsoft e Amazon, oltre a essere fornitori di servizi cloud, sono anche importanti investitori. Altri attori del settore, come Oracle, Nvidia e AMD, potrebbero trarre vantaggio o subire perdite a seconda delle sorti di OpenAI.
I rischi, tuttavia, sono considerevoli: modelli di business non ancora consolidati, potenziale saturazione del mercato degli abbonamenti AI, minaccia di controlli normativi e l’enorme entità degli investimenti di capitale necessari. HSBC suggerisce che OpenAI potrebbe aumentare il debito per finanziare le sue esigenze di calcolo, ma questa potrebbe essere “la strada più difficile nelle attuali condizioni di mercato”.
## Produttività e Rivoluzione Digitale: Un Legame Ancora da Dimostrare
HSBC, come molte altre banche che si occupano della rivoluzione dell’AI, cita la famosa frase del premio Nobel Robert Solow: “Si vede l’era del computer ovunque, tranne che nelle statistiche sulla produttività”. La banca osserva che “la scarsa crescita della produttività guidata dalla debole produttività totale dei fattori (lavoro e capitale) è una caratteristica sfortunata delle economie sviluppate di oggi”.
Alcuni non sono ancora convinti di un ritorno significativo dalla rivoluzione di Internet, iniziata 30 anni fa. Il presidente della Federal Reserve, John Williams, ha commentato nel 2017 che “la produttività fornita dalle moderne tecnologie come Internet finora ha influenzato solo il nostro consumo di tempo libero e non si è ancora riversata negli uffici o nelle fabbriche”.
## La Necessità di un Cambio di Paradigma: Oltre l’AI
Savita Subramanian, responsabile della strategia azionaria e quantitativa statunitense di Bank of America, ritiene che stia emergendo un “cambiamento radicale” per la produttività nell’economia degli anni 2020, non necessariamente legato all’AI. Attraverso una combinazione di fattori, tra cui l’inflazione salariale post-pandemia, le aziende sono state spinte a “fare di più con meno persone”, sostituendo le persone con processi in modo scalabile e significativo.
Un elemento di preoccupazione, tuttavia, è il passaggio da un focus asset-light a uno asset-heavy, poiché molte delle aziende tecnologiche più innovative hanno scoperto una sete insaziabile per un tipo di hardware che comporta molti rischi: i data center. L’economista di Harvard Jason Furman ha calcolato che, senza i data center, la crescita del PIL sarebbe stata solo dello 0,1% nella prima metà del 2025. OpenAI sembra porre ai mercati una domanda cruciale: per quanto tempo la crescita può essere costruita sulla promessa di futuri rendimenti e su una rivoluzione della produttività derivante dall’AI, che non è affatto garantita?
## Un Equilibrio Precario: Tra Ambizione e Sostenibilità
La situazione finanziaria di OpenAI solleva interrogativi sulla sostenibilità del modello di business basato sull’AI generativa. L’azienda, pur avendo raccolto ingenti capitali, si trova ad affrontare sfide significative in termini di costi infrastrutturali, concorrenza e redditività. La sua sopravvivenza dipenderà dalla capacità di generare ricavi sufficienti, attrarre nuovi investimenti e navigare in un contesto normativo in evoluzione.
Il futuro di OpenAI è incerto, ma il suo impatto sull’ecosistema dell’AI è innegabile. L’azienda ha aperto la strada a nuove applicazioni e ha stimolato l’innovazione in diversi settori. Tuttavia, la sua storia ci ricorda che l’ambizione tecnologica deve essere sempre accompagnata da una solida base finanziaria e da una visione strategica a lungo termine.
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Nozione base di automazione, scalabilità produttiva, trasformazione digitale: L’automazione è l’utilizzo di tecnologie per eseguire compiti con minima assistenza umana. La scalabilità produttiva si riferisce alla capacità di un’azienda di aumentare la produzione senza un aumento proporzionale dei costi. La trasformazione digitale è l’integrazione della tecnologia digitale in tutti gli aspetti di un’azienda, cambiando radicalmente il modo in cui opera e fornisce valore ai clienti.
Nozione avanzata di automazione, scalabilità produttiva, trasformazione digitale:* L’automazione avanzata, come quella basata sull’AI, può ottimizzare dinamicamente i processi produttivi, prevedendo la domanda e adattando la produzione in tempo reale. La scalabilità produttiva, in un contesto di trasformazione digitale, implica l’utilizzo di piattaforme cloud e infrastrutture flessibili per gestire picchi di domanda e personalizzare i prodotti su larga scala.
Riflessione personale: L’articolo ci invita a riflettere sul rapporto tra innovazione tecnologica e sostenibilità finanziaria. È fondamentale valutare attentamente i costi e i benefici delle nuove tecnologie, evitando di cadere in un ottimismo eccessivo che potrebbe portare a investimenti rischiosi e a bolle speculative. La vera trasformazione digitale richiede un approccio equilibrato, che tenga conto sia delle opportunità offerte dalla tecnologia sia delle sfide economiche e sociali che essa comporta.








