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- Gemini 2.5 Pro estrae il 76,8% di "Harry Potter" senza jailbreak.
- Claude 3.7 Sonnet (jailbroken) riproduce quasi integralmente libri (95,8% nv-recall).
- Studio rivela rischi estrazione copyright nonostante le misure di sicurezza.
## LLM sotto accusa: la memoria è un reato?
Un recente studio ha scosso il mondo dell’intelligenza artificiale, sollevando interrogativi inquietanti sulla capacità dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) di “memorizzare” e riprodurre materiale protetto da copyright. La ricerca, condotta su quattro LLM di produzione – Claude 3.7 Sonnet, GPT-4.1, Gemini 2.5 Pro e Grok 3 – ha dimostrato che è possibile estrarre porzioni significative, se non interi libri, da questi sistemi, mettendo in discussione le garanzie implementate per prevenire la violazione del diritto d’autore.
## Il metodo: un’indagine in due fasi
Gli autori dello studio hanno adottato una procedura in due fasi per valutare la capacità di estrazione dei modelli. La prima fase consisteva nel testare la fattibilità dell’estrazione, fornendo all’LLM un breve frammento di testo tratto dall’inizio di un libro e chiedendogli di completarlo. In alcuni casi, è stato necessario ricorrere a tecniche di “jailbreak” – in particolare, il metodo Best-of-N (BoN) – per aggirare le misure di sicurezza implementate nei modelli Claude 3.7 Sonnet e GPT-4.1. La seconda fase, invece, prevedeva la richiesta iterativa di continuazione del testo, al fine di estrarre una porzione più ampia del libro. Il successo dell’estrazione è stato misurato attraverso un punteggio basato su un’approssimazione del più lungo sottostringa comune (nv-recall).

## Risultati sorprendenti: la vulnerabilità degli LLM
I risultati ottenuti sono stati a dir poco sorprendenti. È emerso che Gemini 2.5 Pro e Grok 3 non necessitano di “jailbreak” per estrarre testo, raggiungendo un nv-recall del 76,8% e del 70,3%, rispettivamente, per “Harry Potter e la pietra filosofale”. Claude 3.7 Sonnet, una volta “jailbroken”, è stato in grado di riprodurre interi libri quasi integralmente, con un nv-recall del 95,8%. GPT-4.1, pur richiedendo un numero significativamente maggiore di tentativi di BoN, ha mostrato una certa resistenza, rifiutandosi di continuare dopo aver raggiunto la fine del primo capitolo.
## Implicazioni legali e trasformazione digitale
Questi risultati sollevano importanti questioni legali in merito alla violazione del diritto d’autore e all’uso corretto del materiale protetto. Se un LLM è in grado di memorizzare e riprodurre opere protette da copyright, si configura una violazione dei diritti esclusivi dell’autore? E in che misura l’addestramento di modelli di intelligenza artificiale su materiale protetto può essere considerato un uso corretto, alla luce della potenziale riproduzione verbatim di tali opere? La questione è particolarmente rilevante nel contesto della trasformazione digitale, dove l’automazione e la scalabilità della produzione di contenuti sono sempre più affidate a sistemi di intelligenza artificiale.
## Un dibattito aperto: tra innovazione e rispetto del diritto d’autore
La capacità degli LLM di estrarre materiale protetto da copyright rappresenta una sfida complessa che richiede un approccio multidisciplinare. Da un lato, è necessario promuovere l’innovazione e lo sviluppo di nuove tecnologie, che possono portare a benefici significativi in termini di automazione, scalabilità e trasformazione digitale. Dall’altro, è fondamentale garantire il rispetto del diritto d’autore e dei diritti degli autori, che sono alla base della creatività e della produzione culturale.
## Salvaguardie insufficienti: un campanello d’allarme
Lo studio evidenzia che, nonostante le misure di sicurezza implementate a livello di modello e di sistema, l’estrazione di dati di addestramento protetti da copyright rimane un rischio concreto per gli LLM di produzione. Questo dato dovrebbe spingere i fornitori di tali sistemi a rafforzare le proprie garanzie e a sviluppare nuove tecniche per prevenire la riproduzione non autorizzata di materiale protetto.
## Oltre la superficie: la vera natura dell’apprendimento
In fondo, la questione sollevata da questo studio ci porta a interrogarci sulla vera natura dell'”apprendimento” degli LLM. Stiamo parlando di una vera e propria comprensione del materiale di addestramento, o di una semplice memorizzazione e riproduzione di pattern e sequenze? E in che misura questa distinzione è rilevante ai fini della responsabilità legale in caso di violazione del diritto d’autore?
## Conclusione: Navigare le acque agitate dell’innovazione
La ricerca sull’estrazione di libri dai modelli linguistici di produzione ci pone di fronte a una realtà complessa e in continua evoluzione. La capacità di questi sistemi di “memorizzare” e riprodurre materiale protetto da copyright solleva interrogativi fondamentali sul rapporto tra innovazione, diritto d’autore e responsabilità legale. È necessario un dibattito aperto e approfondito per trovare un equilibrio tra la promozione del progresso tecnologico e la tutela dei diritti degli autori, garantendo che la trasformazione digitale avvenga nel rispetto della creatività e della produzione culturale.
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Amici, parliamoci chiaro. L’automazione, la scalabilità produttiva e la trasformazione digitale sono concetti che sentiamo ripetere in continuazione, ma cosa significano davvero? In parole povere, l’automazione consiste nell’utilizzare macchine e software per svolgere compiti che prima erano eseguiti da persone. La scalabilità produttiva si riferisce alla capacità di aumentare la produzione senza aumentare proporzionalmente i costi. E la trasformazione digitale è il processo di integrazione delle tecnologie digitali in tutti gli aspetti di un’azienda, cambiando radicalmente il modo in cui opera e offre valore ai clienti.
Ora, se applichiamo questi concetti al tema dell’articolo, possiamo capire come la capacità degli LLM di “memorizzare” e riprodurre materiale protetto da copyright possa avere un impatto significativo sull’automazione della produzione di contenuti, sulla scalabilità della creazione di opere derivate e sulla trasformazione digitale del settore editoriale.
Ma c’è di più. Un concetto avanzato che si lega a questa problematica è quello della “proprietà intellettuale distribuita”. In un mondo in cui i modelli di intelligenza artificiale sono in grado di generare contenuti originali a partire da un vasto corpus di dati, la nozione tradizionale di proprietà intellettuale potrebbe essere messa in discussione. Chi è il vero autore di un’opera generata da un LLM? L’autore del materiale di addestramento, il programmatore del modello, o il modello stesso? E come possiamo garantire che i diritti di tutti gli attori coinvolti siano adeguatamente tutelati?
Queste sono domande complesse che richiedono una riflessione profonda e un approccio innovativo. Non possiamo semplicemente applicare le vecchie regole a un mondo nuovo. Dobbiamo trovare un modo per bilanciare la promozione dell’innovazione con la tutela dei diritti degli autori, garantendo che la trasformazione digitale avvenga nel rispetto della creatività e della produzione culturale.
- Annuncio ufficiale di Anthropic su Claude 3.7 Sonnet, modello ibrido.
- Report ufficiale di Google DeepMind su Gemini 2.5 Pro, utile per approfondire le capacità.
- Annuncio ufficiale di xAI su Grok-3 e le sue capacità di ragionamento.
- Termini di servizio di OpenAI: diritti di proprietà sui contenuti forniti.








